Isola di Lobos

L’Isola di Lobos (in spagnolo Isla de Lobos) si trova poco più a nord-ovest di Corralejo, fa dunque parte del comune di La Oliva e della provincia di Las Palmas. E’ un’isola piuttosto piccola, la sua superficie è di soltanto 4,5 km quadrati, ed è divisa da Fuerteventura dallo Stretto della Bocaina, un braccio di mare largo circa 2 chilometri e profondo soli 30 metri.

La parola lobo in spagnolo significa lupo: l’origine del nome dell’isola deriva proprio dalla presenza in passato sull’isola dei leoni marini (che in spagnolo si chiamano “lupi marini“, ossia lobos marinos), una specie che oggi è a rischio estinzione anche a causa dei pescatori di Corralejo, i quali li sterminarono credendo che la loro fame e la loro voracità mettessero a rischio la pescosità delle acque della zona.

L’isola di Lobos è parte integrante del parco naturale più esteso di Fuerteventura, il Parque Natural de las Dunas de Corralejo e Isla de Lobos. Ad oggi ospita oltre 130 specie vegetali e numerosi volatili tra cui il gabbiano reale, l’otarda e la berta maggiore.

Ai nostri giorni l’isola è disabitata. L’ultimo abitante fu Antoñito el Farero, il guardiano del faro il cui nome per esteso era Antonio Hernández Páez, che assieme alla sua famiglia si prendeva cura dell’isola. Nel 1968 il faro venne restaurato, da quell’anno funziona automaticamente e la presenza di Antoñito divenne inutile.

Dal punto di vista turistico Los Lobos è una meta costante di bagnanti, surfisti e sub. E’ molto ben collegata con Corralejo, il tragitto in barca dura soltanto pochi minuti, ed è dotata persino di alcune infrastrutture di base tra cui un ristorante, guidato dai discendenti di Antoñito, e da un’area camping. Il prezzo del biglietto della tratta Corralejo-Lobos è di 15 euro per i non residenti (l’ultimo traghetto parte da Lobos alle 16:00) e l’isola è liberamente esplorabile. Il territorio è dolce e il terreno è color ocra tappezzato da cespugli di Limonium. Una stradina sterrata costeggia il perimetro dell’isola e tocca i punti più belli e interessanti, tra cui la spiaggia della Concha, praticata anche da nudisti e dotata di una meravigliosa acqua cristallina. Altro punto turistico di notevole importanza sono le ex saline di Lobos, ormai in disuso ma che ancora sono contraddistinte da forme geometriche ben definite.

A un certo punto del percorso il sentiero si dirama: imboccando la deviazione si può arrivare sul cratere del vulcano dal quale si ammira una splendida vista di Lanzarote e di Fuerteventura. All’estremo nord, il faro segnala la punta settentrionale dell’isola e dalla parte opposta sorge El Puertito, un piccolo agglomerato di casette bianche costruite prima che l’isola di Lobos venisse dichiarata parco naturale.

L’isola di Lobos, nonostante le sue microscopiche dimensioni, diede i natali ad una personalità molto importante del secolo scorso. Fu in questo luogo infatti che nacque la scrittrice spagnola Josefina Pla, nell’ormai lontano 1903, poetessa non molto conosciuta in Italia ma di grossa influenza nella letteratura spagnola e sudamericana, in quanto da giovane si trasferì in Paraguay e diede un forte impulso alla cultura del paese.

Arcipelago Chinijo

L’arcipelago Chinijo è situato all’estremo nord-ovest delle Canarie, oltre Lanzarote. E’ composto da tre isole denominate Montaña Clara, Alegranza e La Graciosa (l’unica abitata dell’arcipelago, conta 658 abitanti), e due isolotti: Roque del Este e Roque del Oeste, quest’ultimo denominato anche Roque del Infierno (roccia dell’inferno) per via della sua particolare conformazione. Il nome Chinijo significa “piccolo“, e dà proprio l’idea di un mini arcipelago compreso all’interno delle Canarie.

Il territorio dell’arcipelago Chinijo è situato all’interno del comune di Teguise, fa quindi amministrativamente parte dell’isola di Lanzarote, dunque della provincia di Las Palmas. Sul suo territorio, di oltre 19.000 ettari, è presente una riserva naturale chiamata Riserva naturale integrale de los Islotes, e un parco naturale, comprendente l’intero arcipelago e diventato spazio protetto già a partire dal 1986. Dal 1994 il parco è stato riconosciuto come zona a protezione speciale per i volatili. Ad oggi, l’arcipelago Chinijo è il parco marino più grande d’Europa grazie ai suoi 700 km quadrati di superficie.

Il parco è importante a livello geologico e biologico, grazie alla presenza di numerose specie minacciate e protette. Il paesaggio delle isole presenta numerose formazioni vulcaniche, tra cui spiccano La Caldera di Alegranza con il suo grosso cratere di 1,1 Km di diametro e un’altezza di 289 m, e La Caldera di Montaña Clara il cui cratere ha un diametro di 1 Km ed è alto 250 metri. Per quanto riguarda la fauna, sulle isole sono presenti alcune colonie di uccelli marini di cui sette sono nidificanti tra cui la fregata, la berta maggiore, la berta minore e altre due specie di paíños (uccelli delle tempeste). L’Arcipelago Chinijo è infine la casa di ben 14 specie di invertebrati terrestri endemici, mentre le sue acque sono la casa di 228 specie di pesci.

Dal punto di vista turistico l’isola principale dell’arcipelago è La Graciosa, la quale si raggiunge con traghetti delle compagnie Lineas Romero e Biosfera Express in partenza dal porto di Orzola. Il tragitto termina presso il porticciolo di Caleta de Sebo. La Graciosa è vulcanica e desertica, a causa della scarsità di piogge la vegetazione è quasi inesistente, ma le spiagge dell’isola sono bellissime. I due villaggi dell’isola, Caleta de Sebo e Pedro Barba, hanno i comfort di base tra cui negozi, un piccolo hotel e alcuni ristoranti, oltre a numerosi uffici escursioni presso i quali organizzare una gita dell’isola, in gruppo o in autonomia, oppure uscire in mare aperto per una bella sessione di snorkeling, in uno splendido mare trasparente e ricco di fauna marina. L’isola fu scoperta da Jean de Bethencourt, colui che conquistò Lanzarote per la prima volta; da quest’ultima è separata dallo stretto di El Rio, avente un’ampiezza massima di soli 2 km.

Una giornata di mare a La Graciosa si svolgerà sicuramente presso una delle due spiagge principali, Playa de la Concha e Playa de la Francesa, ma attenzione a vari aspetti: prima di tutto le correnti oceaniche molto forti, inoltre occorre tenere in considerazione che Graciosa essendo un’isola desertica e priva di vegetazione è praticamente senza ombra, dunque occorre portarsi dietro creme e protezioni solari.

Icod de los vinos

Icod de los Vinos è un comune di Tenerife di circa 25 mila abitanti. La cittadina venne fondata nel 1501 e a tutt’oggi detiene numerosi edifici risalenti a quell’epoca, tra cui palazzi, chiese, case e conventi. Il nome Icod de los Vinos deriva dalla terra che circonda questa zona, adatta alla coltivazione delle vigne da cui si ricava l’ottimo vino locale: grazie anche a questo fatto gli spagnoli non persero l’occasione di colonizzarla.

Nel territorio comunale di Icod de los Vinos è molto sviluppata la coltura della banana: ci sono numerosi bananeti che scivolano lungo i pendii fino al mare, disegnando delle strisce di verde pastello che contrastano col blu dell’Oceano e con l’azzurro del cielo. Ma anche la vigna è una delle principali coltivazioni: il vino della zona è noto nel mondo, e grazie all’attitudine al commercio degli abitanti della città rende Icod de los Vinos il centro nevralgico del nord-ovest di Tenerife.

Ma l’attrazione principale di Icod de los Vinos è il Drago, un albero leggendario divenuto simbolo della città e per estensione di tutta Tenerife e delle Canarie. Il Drago cresce molto lentamente ed ha una vita lunghissima: quello di Icod de los Vinos ha oltre mille anni, e gli abitanti originari dell’isola, i Guanci, lo veneravano come un dio, grazie alle sue presunte proprietà curative. Il Drago di Icod de los Vinos venne dichiarato monumento nazionale nel 1917 ed è considerato il più vecchio delle Canarie. E’ alto oltre venti metri ed ha una base di oltre 10 metri di diametro. Attorno al Drago è stato creato un giardino di specie endemiche, ad alto valore naturalistico e di conseguenza apprezzato da studiosi e studenti della zona e non solo.

Visitato il Drago e sorseggiata una bibita in uno dei numerosi caffè all’aperto del centro si può continuare con la visita della città, partendo dalla piazza di Andrés de Lorenzo Cáceres, dove si erge il monumento al generale Josè Antonio Pàez che fu nipote di un abitante di di Icod de los Vinos, il quale fu l’artefice dell’indipendenza del Venezuela.

Icod è densa di edifici di alto valore artistico, tra cui il Museo dell’arte Sacra all’interno della Chiesa di San Marco (una chiesa di ispirazione arabo-cristiana costruita nel XV secolo), proprio accanto al Drago. Vicino alla Plaza de Càceres Lorenzo è possibile ammirare la Plaza de La Pila: qui sorge il museo casa de los Caceres. Il piccolo giardino botanico rende Plaza de La Pila una delle più belle di tutte le Canarie.

Altri monumenti degni di nota sono la Chiesa di San Augustín, (risalente al tardo sedicesimo secolo e a tutt’oggi risplendente di dettagli originali come il soffitto arabo-cristiano, il tabernacolo neoclassico e una scultura della Madonna risalente al XVII secolo), la Chiesa di San Francisco (originaria del XVII secolo e di cui occorre notare il Calvario dell’altare in stile rococò) e l’Ermita de las Angustias, un tempio del diciottesimo secolo con al suo interno un’immagine barocca del Santo Patrono assieme a diverse opere tra cui la scultura di Cristo appartenente alla scuola di Siviglia e una statua raffigurante San Giuseppe opera dello scultore Fernando Estevez.

Garachico

Nella parte nord-ovest dell’isola di Tenerife sorge il ridente villaggio di Garachico. Si trova a circa 60 chilometri dalla capitale Santa Cruz ed è un luogo rilassato, autentico e naturale.

Garachico è diviso in due parti denominate Area Urbana e Area di Mezzo. L’area urbana si estende da Caleta de Interián fino a El Guincho ed è situata sulla costa, è possibile pescare e godere delle belle piscine naturali del Caleton. Sulla costa ci sono anche palazzi e strutture pregevoli dal punto di vista architettonico. L’area di Mezzo è invece quella interna, di cui fanno parte le zone di San Juan del Reparo, Genovés, e San Francisco de la Montañeta, prevalentemente agricole. Il percorso turistico Garachico-Arenas Negras collega le due zone ed è molto bello da percorrere per gli amanti della natura.

Garachico è una delle città più sfortunate del pianeta: nella sua breve storia ha dovuto affrontare la peste bubbonica, mareggiate, tempeste, incendi, eruzioni vulcaniche e invasioni di cavallette. La peggior calamità naturale fu l’eruzione del 1706, la quale distrusse gran parte della città e la sua fonte di benessere, ossia il porto. Ciò che rimane ai giorni nostri è una delle destinazioni più belle di Tenerife, con stradine acciottolate, chiese restaurate alla perfezione, due splendidi hotel, piscine naturali circondate da roccia vulcanica e un carattere straordinariamente canario.

La piazza principale della città, Plaza de La Libertad, è una delle piazze più belle di Tenerife: da quale punto si guardi è una festa per gli occhi e per la macchina fotografica: dalle tre palme canarie che costeggiano il muro dell’ex convento di San Francesco, ai muri perfettamente decorati dell’hotel Quinta Roja fino all’iconica torre dell’orologio della chiesa di Santa Ana sarà veramente difficile fare una brutta foto. Potrete anche accedere (a pagamento) alle rovine dell’ex convento di San Francesco, una struttura risalente al sedicesimo secolo, la più vecchia rimasta in città.

L’attrazione principale di Garachico sono le piscine naturali: circondate da rocce vulcaniche, sono un must per i visitatori della cittadina, e danno il meglio di sè quando il sole risplende nel cielo azzurro del Nord di Tenerife. Le piscine sono costeggiate da un sentiero scavato sugli scogli, dal quale si può ammirare la vasta gamma di pesci tropicali che si aggirano tra le rocce ed emergono quasi in superficie. In autunno e in primavera le piscine sono precluse al pubblico, per via dell’alta marea che renderebbero pericoloso camminare sugli scogli.

Dietro la chiesa di Santa Ana si può ammirare la raffigurazione di Cristo fatta con la pasta di mais e risalente al sedicesimo secolo, opera degli indiani Tarasco. Proseguendo si passa attraverso il piccolo giardino di Puerta Tierra dove è possibile vedere tutto ciò che rimane del porto dopo l’eruzione del 1706: l’ingresso della dogana. Con un po’ di tempo a disposizione è possibile tornare sul lungomare attraverso il piccolo museo situato all’interno di un ex mulino ad acqua, che provvede immagini e testimonianze dell’eruzione.

Se la giornata è nuvolosa potete concedervi una visita agli interessanti musei di Garachico, tra cui il Museo de Carpintería y Vinoteca, il Castillo San Miguel e il già nominato Convento San Francisco. I biglietti di ingresso sono davvero economici, meno di un euro.

Il Roque de Los Muchachos e l’Osservatorio

Roque de los Muchachos è la vetta più alta di La Palma, ben 2.426 metri sul livello del mare. La cima è la più alta delle Canarie dopo il Teide e quassù il cielo è quasi sempre sgombro da nubi: ecco il motivo per cui è stato costruito il famoso Osservatorio del Roque de Los Muchachos. Dalla sommità della montagna si possono ammirare in lontananza tre delle Isole Canarie: Tenerife, La Gomera e El Hierro.

La vetta del Roque de Los Muchachos è raggiungibile in auto oppure a piedi. Se si opta per questa possibilità è possibile lasciare la macchina al Mirador de Los Andenes e proseguire in salita, seguendo il sentiero ben segnalato che si destreggia tra pinnacoli colorati. Si ammira la caldera del Taburiente e la playa del Taburiente fino all’oceano. Durante l’ascesa si possono osservare i colori vivi e accesi delle stratificazioni rocciose della cresta che arriva al Roque de Los Muchachos. Per i più pigri resta in piedi l’opzione auto. La strada, seppur piena di curve e tornanti, è ben tenuta e sufficientemente ampia. E’ possibile effettuare l’ascensione stradale fino all’osservatorio in poco più di 45 minuti dalla base. Se non vi sentite di guidare fin quassù o non disponete di un’auto a noleggio potete scegliere di visitare il Roque de Los Muchachos con uno dei numerosi tour organizzati che partono dalle località più turistiche dell’isola: a bordo di comodi pullman potrete salire su per la tortuosa strada e raggiungere la vetta senza stress.

Lo strano nome Roque de los Muchachos (tradotto in italiano suona come rocca dei ragazzi) deriva dalla morfologia della montagna, la vetta è infatti costituita da piccole rocce alte poco più 3 metri, che da lontano assomigliano a un gruppo di ragazzi. Sulla vetta, troneggia l’osservatorio astronomico, gestito direttamente dall’Istituto di astrofisica delle Canarie e situato ai margini della Caldera Taburiente, il principale vulcano spento dell’isola, a un’altitudine di circa 2400 metri sopra il livello del mare.

L’Osservatorio di Roque de los Muchachos

L’Osservatorio di Roque de los Muchachos è uno dei migliori di tutto l’emisfero settentrionale della Terra: le nuvole infatti, grazie al microclima dell’isola, si formano ad un’altitudine che va tra i 1000 e i 2000 metri, e ciò fa sì che di solito al di sotto dell’osservatorio si crei un mare di nubi, mentre al di sopra di esso il cielo limpido e azzurro fa bella mostra di sè.

Presso l’osservatorio sono presenti alcuni dei più importanti telescopi astronomici del mondo, come ad esempio la Torre solare svedese (SST), il quale consente di ottenere immagini del sole ad altissima risoluzione, o il Gran Telescopio Canarias (GranTeCan) con un diametro di ben 10,4 metri, oppure ancora l’inglese William Herschel Telescope (con diametro 4,2 metri) e l’italiano Telescopio nazionale Galileo.

Nei dintorni dell’osservatorio è possibile pernottare grazie ad un piccolo albergo che di solito ospita i numerosi astronomi in visita al sito. A differenza della maggior parte degli osservatori astronomici del mondo, l’Osservatorio di Roque de los Muchachos non è un luogo isolato: dista infatti poco più di un’ora di macchina dalla capitale dell’isola Santa Cruz de la Palma.

Santa Cruz de La Palma

Santa Cruz de la Palma è la capitale dell’isola di La Palma. Ha circa 17 mila abitanti ed è adagiata sul mare, nonostante il suo territorio comunale si estenda su per le pendici del monti circostanti, fino ad un’altitudine di 1800 metri sopra il livello del mare.

La città venne fondata il 3 maggio 1493 da Alonso Fernández de Lugo, in un luogo che appariva come un porto naturale, era inoltre vicina allo sbocco del fiume dove si trovava la caverna dell’antico capo del regno dei Tedote. Divenne ben presto la capitale dell’isola e dopo pochi anni venne eretta la chiesa di El Salvador, datata 1497. Santa Cruz de La Palma vide un rapido sviluppo economico grazie al suo porto, che era l’ultimo avamposto europeo sulla rotta verso le Americhe, e grazie ai suoi prodotti tra cui la canna da zucchero. Questa prosperità ebbe però un rovescio della medaglia: numerose volte infatti la città venne attaccata dai pirati, il peggior attacco fu quello del 1553 da parte del pirata Gamba di Legno.

Santa Cruz de La Palma è interessante dal punto di vista turistico per via del suo patrimonio artistico rinascimentale e barocco, che si può notare per gran parte nel suo centro storico. Centro della città è la bella Piazza di Spagna, sulla quale si affacciano diversi edifici architettonicamente pregevoli, tra cui il municipio e la chiesa di El Salvador. Vicino alla chiesa, si può ammirare l’unica fontana del XVI secolo ancora rimasta nell’arcipelago. I ricchi abitanti delle epoche passate arricchirono Chiese e palazzi con molte opere d’arte, soprattutto a tema religioso e per gran parte importate dall’Europa e dall’America.

Uno dei monumenti principali della capitale è la Chiesa di El Salvador, ultimata nel 1497. Ha una pianta a tre navate ricoperta in legno mudéjar, ed è ricca di decorazioni tradizionali come la stella ad 8 punte, risalente al periodo dei Mori in Spagna. La cornice della porta principale è datata 1585 e si ispira ad ad un arco di trionfo romano: rappresenta il trionfo di Cristo e della sua Chiesa. La torre fu costruita con materiale portato da La Gomera, ed è presente una bella finestra decorata che si apre su Piazza di Spagna.

Ma a Santa Cruz de la Palma c’è molto di più da vedere: vietato perdersi una visita al Santuario di Nostra Signora della Neve, una chiesa del XVII secolo con copertura interna in stile mudéjar. Si trova in un paesaggio meraviglioso fra verdi pendii e palmeti, e venne costruita per ospitare pellegrini e devoti, in stile tipico coloniale canario.

Impossibile infine non nominare la Chiesa e convento di San Francesco, costruito dai frati francescani che accompagnarono Alonso Fernández de Lugo nella conquista dell’isola di La Palma. Essi, dopo aver dormito per 15 anni in capanne di paglia, decisero di costruire un monastero grazie al benestare della regina Giovanna di Castiglia: lo scudo di Castiglia sopra l’ingresso testimonia che la struttura è un possedimento reale. Il convento oggi ospita il Museo Insular (museo dell’isola), con testimonianze del passato dell’isola, flora e fauna e anche una collezione di quadri spagnoli.

Il calcio alle Canarie

Come in tutta Europa anche alle Canarie il calcio è lo sport più popolare e più seguito dalla gente. Ci sono due squadre più importanti delle altre, e sono l’Unión Deportiva Las Palmas e il Club Deportivo Tenerife, le quali giocano entrambe nella Segunda Division (la nostra Serie B).

Unión Deportiva Las Palmas

La squadra di Las Palmas, capitale di Gran Canaria, gioca le sue partite all’Estadio de Gran Canaria. Venne fondata nel 1949 dalla fusione di 5 squadre locali, ed ha partecipato a 31 stagioni della Liga (la serie A spagnola) e 25 stagioni di Segunda Division (la serie B spagnola).

L’Estadio de Gran Canaria, il più grande impianto sportivo nelle Canarie, venne inaugurato nel 2003 con una partita tra Las Palmas e la squadra belga dell’Anderlecht, che finì 2-1 per la squadra di casa. Lo stadio è dotato anche di campi da tennis e piste di atletica e si trova nel quartiere Siete Palmas. Prima di giocare in questo stadio, la squadra giocava nel vecchio Estadio Insular.

Lo stadio ha visto anche disputarsi una partita della Nazionale: il 18 agosto 2004 infatti si affrontarono Spagna (allora diretta da Luis Aragones) e Venezuela. La partita si concluse con il punteggio di 3-2 per la Spagna con gol di Morientes e doppietta di Raùl Tamudo, davanti a 32 mila persone. Ma non è questo il record assoluto di presenze all’interno dello stadio, infatti una volta vide entrare 35.000 spettatori per una partita di campionato di Segunda Division dell’Unión Deportiva Las Palmas.

Club Deportivo Tenerife

Il Club Deportivo Tenerife è la squadra di calcio di Tenerife: anch’esso come il suo alter-ego di Gran Canaria gioca in Segunda División. La squadra gioca a Santa Cruz de Tenerife allo stadio Heliodoro Rodríguez López.

Durante la sua storia ha giocato ben 13 campionati nella Liga e per due volte riuscì a piazzarsi quinta. L’ultima volta in cui le cronache mondiali hanno portato alla ribalta il Club Deportivo Tenerife fu nel 1992, battendo il Real Madrid all’ultima giornata di campionato. Ciò consentì di evitare la retrocessione e permise al Barcellona di vincere il campionato con un punto di distacco sui suoi rivali storici madrileni.

Selezione di calcio delle Canarie

La Selezione di calcio delle Isole Canarie è l’equivalente della squadra nazionale a rappresentanza delle isole dell’arcipelago. La selezione non è affiliata alla FIFA tantomeno alla UEFA: le Canarie sono rappresentate a livello internazionale dalla Spagna, dunque la squadra gioca soltanto partite amichevoli. La star della squadra è senza dubbio David Silva, stella della nazionale spagnola e del Manchester City.

La squadra delle Isole Canarie gioca con una maglia bianca e oro, pantaloncini blu e calzettoni gialli, in trasferta gioca vestita di blu. Fin dal 2012 lo sponsor ufficiale è Adidas. La selezione non gioca molto spesso ma ha buone statistiche: ha vinto 5-1 contro il Venezuela, 4-0 con la Lettonia, 2-0 con l’Angola e 3-2 con gli Stati Uniti Under 18. Nel 1999 l’unico pareggio della squadra, un 2-2 contro l’ormai scomparsa nazionale della Jugoslavia.

Lo sport alle Canarie

Gli amanti dello sport alle Canarie potranno trovare pane per i loro denti. Qualunque sia l’isola scelta (parlando delle 4 isole maggiori) potrete trovare strutture di livello internazionale per praticare il vostro sport preferito. Tennis, golf (la sola Tenerife conta 8 campi da golf), calcetto, palestre, piscine… questo e molto altro alle Canarie. Senza dimenticarsi la cosa più importante: il mare gioca un ruolo vitale per le loro economie, e questo si riflette anche sugli sport d’acqua: dai più classici come lo snorkeling, la pesca in mare aperto o il windsurf passando per esperienze più estreme come il paracadute ascensionale o le moto d’acqua, gli amanti dello sport troveranno nel mare delle Canarie tutto quello che possono aspettarsi.

La natura impervia delle Isole Canarie fa sì che siano nate strutture apposta per gli amanti delle passeggiate, dell’arrampicata e delle camminate a cavallo. L’interno di Gran Canaria ad esempio si presta ottimamente ad una vacanza di questo tipo, all’insegna della natura e del relax in montagna. Oppure ancora la zona di Masca, nel Nord-Ovest di Tenerife, una volta villaggio quasi disperso e oggi mecca degli appassionati di trekking di tutta Europa.

Grazie al loro clima benevolo e alla conformazione del paesaggio molto varia, le Canarie vengono scelte molto spesso da organizzatori di gare o addirittura dai preparatori atletici per la preparazione agonistica delle loro squadre (soprattutto ciclismo e calcio), per sfuggire alle temperature estreme di inverno e d’estate sul continente europeo. Le Canarie sono anche sede di eventi velistici o di competizioni internazionali di windsurf, grazie ai venti che spirano costanti soprattutto su alcune bellissime spiagge, su tutte Sotavento a Fuerteventura e El Medano a tenerife.

Ma i locali che sport praticano? Naturalmente calcio e sport d’acqua su tutti, ma ci sono anche alcuni sport tipici che vale la pena raccontare. Uno di essi è la Bola Canaria, uno sport sotto certi aspetti simili alle bocce: bisogna lanciare una palla il più vicino possibile ad una piccola pallina. Si gioca uno contro uno ma si possono anche formare squadre di più giocatori. Vince la squadra che per prima raggiunge 12 punti. Giocare alla Bola Canaria può sembrare facile ma non lo è, e dipende anche dalla palla utilizzata: la più particolare è la palla in legno, che deve essere maneggiata con destrezza. Capirete subito il livello di un giocatore: se gioca con la palla di legno, state sicuri che è esperto.

Un altro sport tipico delle isole è la lucha canaria (in italiano lotta canaria), originaria proprio di qua. è un tipo di lotta originaria delle Isole Canarie di origine guanche, molto diffusa a Tenerife i cui cittadini ne vanno matti. Si pratica nei Terreros, campi di lotta situati sul territorio di numerosi comuni dell’isola, e si svolge tutto l’anno. I due atleti effettuano movimenti e prese molto affascinanti, in quanto le regole presuppongono che si possa appoggiare a terra soltanto il piede. Gli emigranti delle Isole Canarie hanno esportato questa lotta anche in Venezuela e a Cuba.

Ma in questi ultimi anni gli sport e i giochi autoctoni delle Canarie stanno vivendo una nuova rinascita, grazie al Cabildo di Tenerife e alle associazioni, che stanno riportando in auge le antiche tradizioni.

Quale delle Canarie è migliore?

L’arcipelago delle Canarie è composto da sette isole profondamente diverse tra loro: sia se cercate pace e tranquillità, sia se cercate divertimenti e grandi città, c’è sempre un’isola che farà al caso vostro. Analizziamo pro e contro delle sette isole, sia per una vacanza che per andarci a vivere definitivamente.

Lanzarote

Vi piace se…: Se avete voglia di andare sulla luna, Lanzarote è l’isola che fa per voi. Paesaggio pazzesco, vulcani ovunque, montagne nere. Lanzarote va benissimo se volete trascorrere una vacanza al mare alternata alla cultura: ci sono così tante cose da fare e da vedere che potreste perfino non andare mai in spiaggia. L’isola è magnificamente conservata dal turismo di massa, seppur ampiamente frequentata.

Non vi piace se…: Se siete in cerca di alberi, piante e vegetazione rigogliosa, Lanzarote non fa per voi. Evitatela anche se amate le spiagge lunghe e assolate, quelle sull’isola non sono moltissime e sono per lo più di sabbia nera vulcanica.

Fuerteventura

Vi piace se…: Gli amanti delle spiagge lunghissime e dell’Oceano troveranno in Fuerteventura tutto ciò che cercano. Ci sono due spiagge favolose, quella delle dune di Corralejo e quella di Sotavento, lunghe fino a 10km. Allontanatevi un po’ dagli ingressi principali e sarete in completa solitudine, voi e l’Oceano Atlantico, di un colore che ricorda i Caraibi.

Non vi piace se…: Se cercate panorami mozzafiato e natura avete sbagliato isola. Fuerteventura è aspra e desolata all’interno, la vegetazione scarseggia e anche la morfologia del territorio è piuttosto piatta e monotona. Non c’è una vita notturna di primo livello e non vi sono grandi città.

Gran Canaria

Vi piace se…: Se volete respirare un’atmosfera internazionale e cosmopolita, Gran Canaria è l’isola che fa per voi. La sua capitale Las Palmas conta oltre 400 mila abitanti (tanti quanto Firenze o Bologna, per rendere l’idea), al sud dell’isola troverete Playa del Ingles che è una delle destinazioni turistiche più apprezzate da britannici e tedeschi. L’isola è un continente in miniatura, in pochi chilometri quadrati troverete foreste di latifoglie, deserti, picchi montuosi e vegetazione tropicale.

Non vi piace se…: Se cercate il meglio dalle Canarie forse Gran Canaria non è l’isola adatta a voi. Non c’è il panorama incredibile di Lanzarote, non ci sono le spiagge lunghissime di Fuerteventura e non c’è la nightlife di Tenerife. E’ un buon mix, ma non dà il massimo in nessun punto.

Tenerife

Vi piace se…: Se da una vacanza cercate divertimento sfrenato recatevi al sud, a Playa de Las Americas, troverete innumerevoli occasioni per tirare fino al mattino. Se amate alberghi di lusso e atmosfera ricercata, allora optate per il nord: Puerto de la Cruz è il paese che fa per voi.

Non vi piace se…: L’isola è grande, forse troppo dispersiva. E’ profondamente divisa in due, scegliete con attenzione la metà più adatta a voi altrimenti potrete sentirvi fuori luogo.

La Gomera, La Palma, El Hierro

Vi piacciono se…: Cercate relax, natura ai massimi livelli, vita autentica isolana e distacco dal mondo.

Non vi piacciono se…: Se cercate una vacanza di mare classica, ossia con lunghe giornate in spiaggia di giorno e baldoria la notte, avete sbagliato completamente meta. Ricordatevi che queste isole sono anche molto piccole, taluni potrebbero sentirsi oppressi dopo soli pochi giorni.

Come comprare casa alle Canarie

Ci siamo, avete compiuto il grande passo decidendo che saranno le Canarie la prossima casa per voi e per la vostra famiglia. Avete anche scelto su quale isola assestarvi e avete il budget a disposizione, dunque il prossimo step è comprare casa.

Per prima cosa occorre dare uno sguardo alla condizione economica globale: complice la crisi, numerosi proprietari hanno dovuto restituire la loro casa alle banche per morosità. Le agenzie immobiliari dunque possono proporre diversi immobili appartenenti direttamente alle banche, in vendita a prezzi più bassi del normale. Potrete quindi fare ottimi affari ma allo stesso tempo attenzione a pignoramenti o ipoteche, informatevi bene prima del’acquisto e soprattutto non affidatevi mai a intermediari improvvisati, sempre meglio il parere esperto e professionale di un agente immobiliare.

Potrete accedere ad un mutuo all’80% con tassi decisamente convenienti, grazie ad una manovra varata dal governo spagnolo. La prima cosa che serve per comprar casa alle Canarie è la Nota Simple, avente un costo di circa 5 euro e ottenibile all’equivalente canario del registro del catasto dopo avergli presentato il numero di registro dell’immobile, comunicato dal proprietario o dall’agenzia immobiliare.

Con la Nota Simple in mano occorre mettere in conto le seguenti ulteriori spese: la tassa ITP (Impuesto sobre Transmisiones Patrimoniales), una tassa sui passaggi di proprietà pari al 6.5% del valore dell’immobile, e le spese notarili che comunque restano sotto i 1000 euro.

Queste spese sono una tantum, le ricorrenti consistono nei costi fissi condominiali compreso il mantenimento della piscina (non vorrete mica andare a vivere alle Canarie e non avere una casa con piscina?), nell’IBI (l’equivalente dell’IMU), nella tassa sui rifiuti e nelle tasse sul reddito qualora decideste di affittare la vostra casa. Ma il fisco italiano ci perseguita anche all’estero: occorre infatti pagare in Italia l’IVIE, l’equivalente dell’IMU per le case all’estero. Per sfuggire a questa tassa dovrete prendere la cittadinanza spagnola, a voi la scelta.

Ma c’è un ultimo, essenziale documento per poter comprar casa alle Canarie, il NIE. E’ una sorta di codice fiscale per stranieri (NIE infatti è l’acronimo di Numero de Identificacion de Extranjero), e vi identificherà come persone residenti sul suolo canario. E’ essenziale anche per lavorare, aprire un conto in banca o fare contratti di telefono, luce e gas, dunque non avete scelta, occorre il NIE. Se volete acquistare casa alle Canarie per viverci occorre anche dimostrare di potersi mantenere, dichiarando di poter avere almeno 400 euro mensili disponibili. Questa dichiarazione si chiama Empadronamiento, e la sua richiesta varia leggermente tra lavoratori dipendenti e autonomi. Nel primo caso andrà infatti richiesta al datore di lavoro, ma in ogni caso l’Empadronamiento attesta la residenza in Spagna e va rinnovato ogni due anni presso l’Oficina de Ayuntamiento (l’ufficio comunale).

Per vivere e stabilirsi alle Canarie, e quindi per ottenere il NIE, occorre anche un’assicurazione sanitaria pubblica o privata, avente un costo tra i 30 e i 60 euro al mese. Una piccola spesa in più magari inzialmente non preventivata, ma che consentirà di accedere a numerosi servizi sanitari.